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Taborè antico in legno tornito
Eleganza rustica e artigianalità d’altri tempi

Il taborè antico in legno tornito è un oggetto d’arredo semplice solo in apparenza: dietro la sua forma essenziale si celano tradizione artigianale, usi contadini e una bellezza che si sposa con ambienti rustici, shabby o contemporanei. In questo articolo scopri storia, caratteristiche e idee per valorizzarlo in casa.


Nel cuore delle abitazioni di un tempo, tra cucine scaldate dal camino e ambienti essenziali ma carichi di vita quotidiana, il taborè (o tabouret) era molto più di un semplice sgabello. Compatto, robusto e versatile, rappresentava una sintesi perfetta tra funzionalità e maestria artigianale.

Oggi il taborè antico in legno tornito torna protagonista negli ambienti contemporanei, capace di raccontare storie fatte di lavoro manuale, cultura materiale e gusto sobrio ma autentico. In questo articolo scopriremo da dove nasce questo oggetto, le sue caratteristiche uniche, le tecniche costruttive, e le migliori idee per inserirlo in un arredo attuale.

Cos'è un taborè: origini, significato e funzioni


Il termine "taborè" deriva dal francese tabouret e indica uno sgabello basso, privo di schienale, utilizzato fin dal Medioevo in tutta Europa. In Italia il taborè assume diverse forme e nomi locali: veniva usato nelle cucine contadine, nelle botteghe artigiane o nei luoghi di lavoro, e si distingueva per la sua semplicità e resistenza.

Nonostante le dimensioni contenute, il taborè era un oggetto prezioso nella quotidianità di ogni famiglia. Poteva servire come seduta, come supporto per lavorare o cucinare, come rialzo per i più piccoli. Spesso veniva realizzato in casa o dal falegname del paese, con materiali locali e secondo tecniche tramandate oralmente.

Il fascino del legno tornito: lavorazione e artigianalità


Uno degli elementi che rende un taborè antico così unico è la tornitura del legno. Questa tecnica consiste nel modellare una gamba o un elemento di supporto facendolo ruotare su un tornio manuale o meccanico, mentre l'artigiano utilizza scalpelli o lame per sagomarne il profilo.

I torni venivano spesso azionati a pedale o a manovella, e richiedevano una grande abilità tecnica. I falegnami selezionavano legni resistenti e duraturi, come il faggio, il noce o il castagno. La tornitura dava vita a gambe con scanalature, rigonfiamenti, rastremature eleganti: un dettaglio che trasformava un oggetto quotidiano in un piccolo capolavoro.

Ogni taborè era diverso dall'altro. Le imperfezioni del legno, i segni della lavorazione manuale, la patina lasciata dal tempo e dall'uso contribuivano a renderlo unico e irripetibile.

Storia e diffusione del taborè nelle culture locali


Il taborè è presente in tutte le regioni italiane, con leggere variazioni formali dovute ai materiali disponibili e alle esigenze d'uso. In Umbria e Toscana, ad esempio, venivano spesso realizzati in legno massello grezzo, mentre in Veneto o Lombardia le forme si arricchivano di elementi decorativi più marcati.

Nel contesto contadino, il taborè non era solo un oggetto funzionale, ma parte integrante della cultura materiale. Era presente nella dote familiare, veniva tramandato di generazione in generazione e spesso portava incise iniziali, date o motivi decorativi simbolici.

Anche in ambienti urbani o borghesi esistevano versioni più rifinite, con intarsi, gambe tornite con maggiore precisione e finiture lucidate a cera o gommalacca. Alcuni taborè venivano persino prodotti in serie da piccoli laboratori artigianali nel XIX secolo.

Perché scegliere un taborè antico nell’arredo moderno


Integrare un taborè antico in uno spazio contemporaneo non significa solo aggiungere un pezzo vintage, ma portare dentro casa un frammento di memoria e artigianalità. Ecco perché il taborè è così apprezzato oggi:
• Autenticità materica: il legno vissuto, le venature a vista, le imperfezioni che raccontano una storia.
• Versatilità: può essere usato come seduta aggiuntiva, come comodino, come base per una lampada o un vaso.
• Design senza tempo: con la sua forma compatta e le gambe tornite, si abbina sia a interni rustici che a contesti minimalisti.
• Sostenibilità: riutilizzare arredi già esistenti è una scelta ecologica e consapevole.

Come riconoscere un taborè autentico


Per essere certi di acquistare un taborè davvero antico e non una riproduzione recente, è utile osservare:
• La patina del legno: l’ossidazione naturale, le macchie da uso, i segni di tarlo antico.
• Le giunzioni: gli incastri fatti a mano, le imperfezioni nelle linee, l’assenza di viti moderne.
• Il legno: i legni antichi hanno una tessitura più compatta e colori meno uniformi rispetto al nuovo.
• I segni dell’uso: abrasioni, bordi consumati, eventuali riparazioni d'epoca.
Affidarsi a venditori specializzati come Santapupa è il modo migliore per garantirsi un acquisto di qualità e con provenienza certa.

Idee per arredare con un taborè antico
• In camera da letto: come comodino basso accanto al letto, con una lampada da lettura o una pila di libri.
• In bagno: come supporto per asciugamani arrotolati o per appoggiare una candela profumata.
• In cucina: come sgabello sotto il piano snack o come supporto decorativo.
• In ingresso: accanto alla porta, come base per una pianta o per sedersi a cambiare le scarpe.
• Nell’angolo lettura: con sopra una tazza di tè e un libro, aggiunge calore e intimità.

FAQ – Domande frequenti
Cosa significa taborè?
È un termine che indica uno sgabello basso, solitamente in legno, diffuso nell’Italia rurale.

Come si distingue un taborè antico da una riproduzione?
Dalla patina, dalle giunzioni artigianali, dall’assenza di viti moderne e dai segni dell’uso nel tempo.

Quali legni venivano usati per i taborè antichi?
Faggio, noce, castagno, olmo, a seconda della zona e della disponibilità locale.

Si può usare un taborè antico in una casa moderna?
Sì, con gusto e attenzione al contesto: funziona in ambienti minimal, rustici, nordici o eclettici.

Dove acquistare taborè autentici?
Da rivenditori affidabili e specializzati in antiquariato, come Santapupa.


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